Antonino Morello, maestro di cappella, si obbliga con i 'marammieri' della cattedrale per suonare l’organo maggiore della chiesa (1594)

Grippaudo, Ilaria
Università degli Studi di Palermo
0000-0002-4924-073X

Riassunto

Il 20 ottobre 1594 il musico Antonino Morello, maestro di cappella della cattedrale, si obbligava con i marammieri della chiesa per suonare il più grande dei due organi in occasione delle principali festività del calendario liturgico, per una somma di 12 onze all’anno.  

Parole chiave

festa dell'Assunzione di Maria , ingaggio di musicisti , organo , vespri , messa , festa , festa di Ognissanti , festa della Circoncisione di Gesù , festa della Pasqua di Resurrezione , festa dell'Ascensione di Nostro Signore , Compiete di Quaresima , Quaresima , festa della Discesa dello Spirito Santo (Pentecoste) , festa della nascita di Gesù Cristo (Natale) , festa dei Santi Innocenti , festa dell'Epifania , festa dell'Epifania , festa di Santa Cristina , festa di Santa Ninfa , Antonino [Antonio] Morello [Maurello] (piffaro, maestro di cappella, organista, maestro di musica) , organista , organaro , Raffaele La Valle (organaro) , marammieri , maestro di cappella


Antonino Morello è da considerarsi una delle figure più poliedriche tra i musicisti attivi nel panorama palermitano della seconda metà del Cinquecento. Il suo nome compare in numerosi documenti che testimoniano le molteplici collaborazioni con le principali istituzioni del contesto cittadino. Gli incarichi più prestigiosi riguardavano soprattutto le tre cappelle più importanti del territorio (la cattedrale, la palatina e il senato), dimostrando come Morello fosse uno dei pochi esecutori a essere stabilmente integrato nell’organico delle tre realtà più rappresentative della vita musicale a Palermo tra Cinque e Seicento. 

Dopo le prime attestazioni nella cappella del Senato, dove Morello risulta in servizio come suonatore di piffaro, a partire dagli anni ’90 del XVI secolo il musicista riuscì ad accedere a una delle cariche più ambìte nel quadro della musica del periodo, quella di maestro della cattedrale. Un documento del 20 ottobre 1594 conferma lo status del maestro. Qui infatti Antonino Morello, magister cappelle maioris panormitane ecclesie, si obbligava con i marammieri della cattedrale per suonare il più grande dei due organi esistenti in chiesa e realizzati a partire dal 1593 da Raffaele La Valle. Tali prestazioni erano previste in corrispondenza delle occasioni più importanti del calendario liturgico:

"Die XX octobris VIII indictionis 1594. / Cunctis pateat evidenter qualiter Antonino Morello musico magister capelle maioris panormitane ecclesie civis Panormi in nostram presentiam principaliter costituto mihi notario cognito sponte promisit et se sollemniter obligavit et obligat […] sonare organum maiorem in ditta maiori panormitana ecclesie in diebus infrascrittis videlicet: / In primis in lo vespiri della vigilia della natività di Nostro Signore Jesu Cristo per tutta la festività delli Inozenti. / Item il primo giorno dello anno con lo suo vespiri de la vigilia. / Item il giorno della Epifania con lo suo vespiri in la vigilia. / Item in la quaresima tutti li venerdi dominichi et festi comandati alle compiete. / Item il sabbato santo con la Pasqua de resurrecione et li sussequenti festi. / Item il giorno di sancta Cristina di maggio et la vigilia. / Item il giorno della ascensione et la vigilia. / Item la pentecoste li dui vespiri et sussequenti festi. / Item santo Petro Apostolo et la vegilia. / Item santa Cristina di jugnetto et la vigilia. / Item l’assuncione di Maria Virgini et la vigilia. / Item tutti li santi et la vigilia. / Item sancta Nimpha di novembre et la vigilia. /Item et in tutte le supradette feste che son soliti sonare li matotini. / Et in super eius possibilitates artes et ingenius bene et diligenter ut decet durante bene placito ipsorum maragmariorum et continuare et non desistere neque in licenciatus discedere alia etc. / Et pro mercede et salario ad racionem unciarum duodecim ponderis generali pro quolibet anno […] / Cum pacto quod ipse Antoninus non possit dittum organum sonari facere per alias personas eiusque nomine nisi cum interventu et consensu ditti maragmerii".

Oltre a indicare il ruolo del musicista, il documento ci offre un quadro dettagliato dei compiti che il maestro doveva svolgere, e soprattutto in occasione di quali festività erano richiesti i suoi servizi da organista. Il contributo della musica per feste come Natale, Circoncisione, Pasqua, Pentecoste e Ascensione, sia nel giorno della ricorrenza sia nei vespri della vigilia, rientrava nella normalità degli impegni liturgici legati alle solennità di maggiore rilievo. Altre occasioni, come la festa degli Innocenti o Ognissanti, risultavano più peculiari e connesse alle consuetudini devozionali cittadine. Degno di nota è poi il riferimento alla festa di San Pietro, spiegato alla luce della presenza in cattedrale di un'importante cappella intitolata al Santo, cui peraltro era pure dedicata la cappella reale o palatina, principale istituzione ecclesiastica palermitana. 

Non stupisce che le compiete dei venerdì e delle domeniche di Quaresima richiedessero l’intervento della musica, sulla base degli usi liturgici del periodo. Viceversa, risulta abbastanza inconsueto che nell’elenco non fosse inclusa alcuna devozione mariana, ad eccezione della festa dell’Assunta, la cui presenza risultava imprescindibile, trattandosi del titolo della chiesa. Immancabili, infine, le solennità in onore di Cristina e Ninfa, che insieme a Oliva e Agata ricoprivano il ruolo di principali sante protettrici della città e delle quali la cattedrale conservava le preziose reliquie. Le più antiche erano quelle di Santa Cristina, alle quali nel 1593 si erano aggiunte quelle di Santa Ninfa, il cui arrivo in città era stato salutato da solenni festeggiamenti.

Il pagamento elargito corrispondeva a 12 onze annuali e derivava dalla maramma, ossia dalle risorse economiche destinate alla fabbrica dell’edificio. Gli organi erano, infatti, considerati parte integrante della struttura architettonica e di conseguenza i pagamenti relativi erano quasi sempre inseriti nella sezione delle uscite riservate alla fabbrica. Tuttavia, tale consuetudine non riguardava soltanto gli organi, ma anche coloro che venivano ingaggiati per suonare gli strumenti. In particolare, gli organisti stabili della cattedrale erano stipendiati tramite gli introiti provenienti dai legati pro maragmatis e dai proventi sulla vendita della cera offerta dai palermitani in occasione della festa dell’Assunta, secondo una prassi consolidatasi nel XIV e XV secolo.

Alla luce di quanto detto, appare comprensibile che il contratto relativo a Morello prevedesse il coinvolgimento dei marammieri, cioè di coloro che si occupavano della gestione della maramma e del reclutamento degli organisti, confermando la loro competenza non soltanto in materia di amministrazione della fabbrica, ma anche nella gestione e organizzazione delle attività di culto.

Fonte:

Archivio di Stato di Palermo. Fondo Notai defunti – Stanza I, vol. 7043, sub data.

Bibliografia:

- Dispensa Zaccaria, Giuseppe, Organi e organari in Sicilia dal ’400 al ’900. Palermo: Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Palermo, 1988, 143. 

- Cannizzaro, Diego, "La musica organistica in Sicilia nei secoli XVI e XVII", in Napoli e l’Europa: gli strumenti, i costruttori e la musica per organo dal XV al XX secolo, Atti del Convegno Internazionale di Studi (Battipaglia, 12-14 novembre 2004), a cura di Luigi Sisto ed Emanuele Cardi. Battipaglia: Accademia Organistica Campana, 2005, 25-42: 25-26.  

- Grippaudo, Ilaria, Musica e devozione nella «città felicissima». Ordini religiosi e pratiche sonore a Palermo tra Cinque e Seicento. Firenze: Olschki, 2022, 134. 

Creato: 14 Ago 2024
Riferire: Grippaudo, Ilaria. "Antonino Morello, maestro di cappella, si obbliga con i 'marammieri' della cattedrale per suonare l’organo maggiore della chiesa (1594)", Il paesaggio sonoro della Palermo barocca, 2024. https://palermo.integratic.es/evento/1589/palermo.
Risorse

Organo della cattedrale di Palermo

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