Pagamento al suonatore di 'piffaro' Antonino Morello per suo salario come musico del Senato (1577)

Grippaudo, Ilaria
Università degli Studi di Palermo
0000-0002-4924-073X

Riassunto

Il 2 agosto 1577 Antonino Morello, suonatore di piffaro della città di Palermo, veniva pagato 8 onze per un terzo del suo salario come musico nella cappella del Senato. 

Parole chiave

ingaggio di musicisti , Antonino [Antonio] Morello [Maurello] (piffaro, maestro di cappella, organista, maestro di musica) , piffaro , cappella musicale , Cappella di musica del Senato , strumentisti , musici , Mariano Carusello (musico, strumentista) , Giulio Oristagno (piffaro, organista, maestro di musica) , Simone Li Rapi (musico) , Giovanni Battista Adamo (piffaro, maestro di musica) , Giovan Battista Evangelista (musico) , Giovan Pietro Gulino (musico) , Giovan Domenico Calcaterra (musico) , Baldassare Gallo (musico, cantore)


Antonino Morello è da considerarsi una delle figure più poliedriche tra i musicisti attivi nel panorama palermitano della seconda metà del Cinquecento. Il suo nome compare in numerosi documenti che testimoniano le molteplici collaborazioni con le principali istituzioni del contesto cittadino. Le prime attestazioni riguardano la sua presenza nella cappella del Senato, a partire dagli anni ’70 del XVI secolo. Nello specifico, tramite gli Atti del Comune relativi all’anno 1576, sappiamo che il suddetto Antonino Morello (spesso citato come Maurello) era musico effettivo della cappella dell’universitas. Dell’incarico abbiamo conferma da un atto notarile di poco successivo, datato 2 agosto 1577, segnalato da Antonino Palazzolo:

"Eodem ij° Augusti v.e Indictionis 1577 / Nobili Antoninus Morello unus ex pifaris musicis huius urbis Panormi mihi notario cognitus coram nobis ad stipulationem mei notarii stipulantis vice nomine et pro parte universitatis huius felicis urbis Panormi et spectabilis domini Petri Speciale thesaurarii dicte urbis absentis sponte dixit habuisse a dicta universitate Panormi uncias octo per tabulam huius urbis renuncians ex cessioni etc. / Et sunt pro ultimo tertio eius salarii anni presentis v.e Indictionis quo servivit et servire debet per totum presentem mensem Augusti ad rationem unciarum 24 quolibet anno et hoc virtute mandati fatti per dominos pretorem et iuratos ditte urbis die 29. Julii proximo presentis renuncians etc. iuravit etc. unde etc.”.

Oltre a indicare il ruolo del musicista, definito «unus ex pifaris musicis huius urbis Panormi», il documento ci informa dello stipendio che Morello riceveva annualmente dal Senato palermitano, vale a dire 24 onze elargite in tre rate quadrimestrali di 8 onze ciascuna, stabilite da un precedente mandato di pagamento, datato 29 luglio 1577. Al salario di base (di entità abbastanza considerevole, se confrontato alla media del periodo) si aggiungevano retribuzioni straordinarie, legate a occasioni e periodi particolarmente impegnativi, come senz’altro lo era stato il 1577 per l’ingresso a Palermo del nuovo viceré, Marcantonio Colonna (viceré dal 1577 al 1584), nonché per le processioni di cui gli atti ci danno notizia, molte delle quali organizzate per la cessazione dell’epidemia di peste che aveva flagellato la città a partire dal 1575.

Le successive informazioni che abbiamo sul musicista confermano la prolifica attività di strumentista e la notorietà raggiunta in ambito cittadino, in virtù anche dell’accesso alla prestigiosa carica di maestro della cappella della cattedrale. Quest’ultimo incarico gli garantì rapporti con istituzioni del calibro di San Martino delle Scale, di San Domenico, del Collegio dei gesuiti, oltre che con importanti monasteri femminili (Santa Maria della Pietà e Santa Maria del Cancelliere). Nel 1603, inoltre, il suo nome era presente nel gruppo degli instrumentarii effettivi della Real Cappella Palatina, probabilmente anche in quel caso nel ruolo di suonatore di piffaro. Ciò dimostra che Morello fu uno dei pochi musicisti stabilmente integrati nelle tre principali cappelle del territorio (cattedrale, palatina, senato), per quanto probabilmente in anni differenti. 

Infine, come testimonia Salomone-Marino, fra i musici stipendiati dal Senato negli anni Ottanta del Cinquecento troviamo ancora Antonino Maurello, accanto ad altri esecutori documentati sia in precedenza che successivamente: Giulio Oristagno, Mariano Carusello, Simone Li Rapi, Battista de Adamo, Giovan Battista Evangelista, Giovan Pietro Gulino, Giovan Domenico Calcaterra, Baldassare Gallo. 

Fonte:

Archivio di Stato di Palermo. Fondo Notai defunti – Stanza I, vol. 9428, sub data.

Bibliografia:

- Salomone-Marino, Salvatore, “Sul teatro in Sicilia nel secolo XVI”, Lares 13/4 (1942), 224-242: 240.

- Tiby, Ottavio, I polifonisti siciliani del XVI e XVII secolo. Palermo: Flaccovio, 1969, 37. 

- Palazzolo, Antonino, Le torri di deputazione nel regno di Sicilia (1579-1813). Palermo: ISSPE, 2007, 66. 

- Isgrò, Giovanni, Il teatro negato. Le invenzioni dello spettacolo in Sicilia dal Cinquecento all'Ottocento. Palermo: Edizioni di Pagina, 2011, 44.

- Grippaudo, Ilaria, Musica e devozione nella «città felicissima». Ordini religiosi e pratiche sonore a Palermo tra Cinque e Seicento. Firenze: Olschki, 2022, 132-135. 

Creato: 11 Ago 2024
Riferire: Grippaudo, Ilaria. "Pagamento al suonatore di 'piffaro' Antonino Morello per suo salario come musico del Senato (1577)", Il paesaggio sonoro della Palermo barocca, 2024. https://palermo.integratic.es/evento/1585/palermo.
Risorse

Thomas Salmon. Veduta del Palazzo Senatorio e della magnifica fontana detta del Pretore... (1762)

Link esterno

Trombette e piffari del Senato. Da Girolamo Matranga. Le solennità lugubri e liete..., Palermo: 1666