Dotazione di Filippo II per la cappella musicale della Palatina (1586-1587)

Grippaudo, Ilaria
Università degli Studi di Palermo
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Riassunto

Il 12 dicembre 1586 Filippo II stanziava 3.500 scudi per ovviare allo stato di decadenza della Real Cappella Palatina di Palermo. Di questi 1.841 furono destinati alla dotazione finanziaria della cappella di musica, già reintrodotta nel 1584 dal viceré Marco Antonio Colonna. Il decreto e i mandati di pagamento forniscono informazioni sull’organico dell’istituzione, riportando i nomi dei musicisti in carica nel luglio 1587, quando il provvedimento del sovrano venne rese effettivo. 

Parole chiave

dotazione di una cappella , Filippo II (re) , Marcantonio Colonna (duca di Tallacoz, viceré di Sicilia) , Luis Ruiz (maestro di cappella) , Diego Enríquez de Guzmán (conte di Alba de Liste, viceré di Sicilia) , Juan de Palacios (basso, maestro di cappella) , Bernardo Clavijo del Castillo (compositore, maestro di cappella) , cantori , Gabriel Carvajal (soprano, castrato) , Onofrio de Arcos (soprano) , Juan Martino [Giovanni Martino] (tenore) , Agostino Satorre [La Torre] (contralto) , Christóbal Tauste (contralto) , Filippo Trapanotta (tenore) , Vincenzo Guzman (cantore, basso) , Simone Manso (tenore) , cappella musicale della Palatina , Cappella Reale di San Pietro (Cappella Palatina) , cappella musicale


In quanto sede del potere reale, nel periodo normanno la Cappella Reale di San Pietro – comunemente nota come Cappella Palatina – si era proposta quale organismo principale del territorio siciliano e tout court del meridione d’Italia. Fondata per volere di Ruggero II nella prima metà del XII sec., essa assunse la funzione di luogo di culto ufficiale del sovrano e della sua corte, nonché di coloro che risiedevano nel castello superiore e nel palazzo regio. Come conseguenza di ciò, sin dai primissimi anni di attività l’istituzione riservò primaria importanza alla pratica canora e musicale, testimoniata dai pregiati codici siculo-normanni che ci rimangono. Nonostante questo, nel corso del Quattrocento la Palatina vedrà una fase di progressivo declino che toccherà il proprio apice negli anni ’30 del Cinquecento, coinvolgendo inevitabilmente anche il livello musicale.

Alla fine del XVI sec. il ruolo leader della Cappella Reale nel panorama cittadino fu ristabilito grazie al decisivo intervento di Filippo II, che al fine di ripristinare il prestigio dell’istituzione il 12 dicembre 1586 stanziava 3.500 scudi "sui frutti delle sedi vacanti delle chiese di Sicilia", di cui 1.841 destinati al finanziamento della musica, secondo la distribuzione decisa del viceré in carica, il conte Alba de Liste. Nel decreto è presente un riferimento al contributo del precedente viceré, Marcantonio Colonna, al quale veniva riconosciuta l’introduzione della musica ("y entretener la musica que intiendo introdujo Marco Antonio Colonna") e la decisione di selezionare i primi cantori fra i soldati appartenenti alle milizie del regno. Ulteriori somme erano poi riservate all’organista e al maestro di scuola – rispettivamente 35 e 45 scudi all’anno – che come gli altri ministri della cappella dovevano essere scelti con cura particolare, in relazione al prestigio e alle necessità del culto divino. Da quel momento in poi la cappella musicale fu posta sotto il controllo diretto del viceré, che aveva la potestà di stabilire le nomine dei musici, accettare o meno le loro richieste, oltre che approvare gli eventuali ampiamenti di organico. 

Alla fine del decreto, nella sezione riservata all’entrata in vigore del provvedimento (18 luglio 1587), alcune fonti esplicitano l’organico della cappella, costituita dal maestro, dall’organista, da due soprani, un contralto, due tenori e due bassi. Tra i musicisti di cui viene riportato il nome ritroviamo alcuni esecutori già incaricati tre anni prima dal viceré Colonna, vale a dire Bernardo Clavijo del Castillo (qui nel ruolo di organista), Gabriel Carvajal (erroneamente citato come "Carlos Val") e Juan de Palacios (menzionato come "Iuan de Palacius Contrabajo"). Accanto al maestro di cappella "Luis de Ruis", stipendiato con 240 scudi all’anno, erano proprio quest’ultimi a ricevere la paga più elevata, percependo rispettivamente 220, 240 e 216 scudi annuali. A loro si aggiungevano il soprano Onofrio de Arcos, il tenore Giovanni Martino (o Juan Martino) e un contralto, variamente riportato dai documenti come Agostino Satorre o La Torre.

I mandati di pagamento riportano i nomi di ulteriori musici al servizio stabile dell’istituzione. Difatti, nel primo anno di effettiva attività del nuovo complesso si può rilevare la presenza di un secondo contralto, Christóbal Tauste, che quindi andava ad aggiungersi all’organico ordinario, e del tenore Simone Manso. Tiby suggerisce anche la presenza del tenore Filippo Trapanotta, già fra i cantori selezionati nel 1584 da Colonna, che rimarrà nello staff musicale fino almeno al 1605, anno presunto della sua morte. Infine, vi troviamo il musico Vincenzo Guzman, pagato nel novembre del 1587, che probabilmente ricopriva il ruolo di basso. Di conseguenza possiamo affermare che nel 1587 non soltanto tutti i posti erano coperti, ma si prevedeva un numero di esecutori maggiore rispetto a quanto documentato in via ufficiale, senza contare gli eventuali musicisti esterni, ingaggiati occasionalmente per rendere sonoramente ancor più sontuose le cerimonie della Real Cappella. 

Alla ricostituzione della cappella musicale, e quindi al maggior numero di cantori, sembrerebbero collegate alcune modifiche destinate alla 'fabbrica' dell’edificio, in particolare l’ampliamento dell’ambone, la cui installazione nel complesso viene fatta risalire alla seconda metà del XII secolo e che probabilmente fu trasformato proprio negli anni ’80 del Cinquecento. Seguendo l’ipotesi di Cesare Pasca, William Tronzo mette in relazione l’ampliamento dell’ambone con la rifondazione della cappella musicale e con la necessità di aumentare lo spazio riservato ai musicisti, essendo l’originaria struttura troppo esigua per accogliere il nuovo numero di esecutori: 

"The eastern portion of the pulpit, that is, the slightly recessed rectangular section with the lion, shows every sign of having been added on the existing structure of the western portion, which originally must have been a simple rectangular box. […] all of these factors bespeak the expansion of the pulpit with the addition of the eastern section to the western one, which may well have occurred in the late sixteenth century when Philip II installed musicians here". 

Fonte:

Archivio di Stato di Palermo. Tribunale del Real Patrimonio, vol. 2191, cc. 178r-178v. 

Archivio di Stato di Palermo. Conservatoria di Registro, vol. 1330, cc. 220v-221r. 

Garofalo, Luigi, Tabularium regiae ac imperialis cappellae collegiatae divi Petri in regio panormitano palatio Ferdinandi II. regni utriusque Siciliae regis jussu editum ac notis illustratum. Palermo: ex Regia Typographia, 1835, 215-217.

Bibliografia:

- Tiby, Ottavio, “La musica nella Real Cappella Palatina di Palermo”, Anuario Musical 7 (1952), 177-192.

- Tiby, Ottavio, I polifonisti siciliani del XVI e XVII secolo. Palermo: Flaccovio, 1969, 41-46. 

- Tronzo, William, “The medieval object-enigma, and the problem of the Cappella Palatina in Palermo”, Word & Image: A Journal of Verbal/Visual Enquiry 9 (1993), 197-228. 

- Grippaudo, Ilaria, “Fra Palermo e Napoli. Attività musicali presso la Reale Cappella Palatina di Palermo”, Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies 10 (2015), 15-61. 

- Grippaudo, Ilaria, “Le cappelle musicali a Palermo tra Cinque e Seicento: nuovi documenti sulla Palatina”, Drammaturgia Musicale e altri studi 5 (2017), 11-36.

Creato: 19 Gen 2024
Modificato: 21 Gen 2024
Riferire: Grippaudo, Ilaria. "Dotazione di Filippo II per la cappella musicale della Palatina (1586-1587)", Il paesaggio sonoro della Palermo barocca, 2024. https://palermo.integratic.es/evento/1583/palermo.
Risorse

Abside della Cappella Palatina. Foto di Ilaria Grippaudo

Filippo II di Spagna (1527-1598)

Link esterno

Marcantonio Colonna (1535-1584), viceré di Sicilia

Link esterno

Ambone della Cappella Palatina. Foto di Ilaria Grippaudo

Decreto di Filippo II, 12 dicembre 1586 (Conservatoria di Registro, vol. 1330, cc. 221v-222r)